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L’ABBRONZATURA E I FOTOTIPI

aprile 15th, 2019

Il termine vuole evidenziare l’aspetto bronzeo che la cute assume a seguito del processo melaninogenetico provocato dai raggi UV-B e del conseguente affioramento dalla melanina passata dal melanocita alle cellule proprie dell’epidermide
la pigmentazione epidermica è determinata esclusiblmente dai raggi UV-B
esiste tuttavia il fenomeno di meirowsky detto la pigmentazione diretta che si verifica a seguito del irradiamento con i raggi UV-A ad esempio, quelli emessi dalle apposite lampade
i raggi UV-A sono molto meno energetici dei raggi UV-B e non hanno la capacità di attivare l’enzima tirosinasi e quindi di fare produrre melanina alla pelle.
tuttavia hanno la capacità di accelerare il processo di maturazione e di affioramento di melanina preformata e non ancora trasmessa dai melanociti ai cheratinociti
l’azione dei raggi UVA provoca quindi una specie di abbronzatura effimera, accompagnata anche da processi ossidativi nella struttura melanica che concorrono a determinare un rapiso iscurimento della pelle.
il processo avviene, ovviamente, anche sotto il sole: la prima “tintarelle” che si forma già al primo giorno i esposizione è dovuta alla componente UV-A dei raggi solari. nell’arco di 72 ore appare poiu la “vera” abbronzatura determinata dai raggi UVB. mentre questi ultimi possiedono sia la capacità di causdare eritemi che di prodfurre la mewlanogenesi, i raggi UVA sono la causa sia della tintarella che di possibili reazioeni fototossiche che infine, di danni alle fibre ewlastiche dle derma (invecchiamento prematuro da sole, pelle del marinaio o del contadino).
L’abbronzatura , se esagerata, costituisdce semopre un danno per la pelle.
I FOTOTIPI
tipo 0 – pelle che non si abbronza mai. pigmentazione chiarissima, quasi lattea. sono i soggetti albini, senza melanociti. mai esprsi al sole.
tipo 1 – pelle poco resistente. pigmantazione assente o non uniforme. capelli chiari, rossi o biondo chiarissimo. ridurre al minimo l’esposizione solare, usare cosmeceutici con filtri solari elevati.
tipo 2 – pelle a lenta pigmentazione, mediamente resistente. capelli dorati biondi o castano chiari. esposrsi con preparati filtranti, iniziando con pochi minuti nelle orwe meno calde, spoorattutto i primi giorni.
tipo 3 – pelle con pigmentazione rapida e uniforme, con normale resistenza al asole. capelli castani bruni e casatani scuri, esporsi al sole senza una poarticolare attenzioen, in mosdo prigressivo
tipo 4 – pelle tendenzialmente scura che si scotta solo nei primissimi giorni ma che si abbronza BENE petchè ha molta melanina
tipo 5 pelle olivastra con tantissima melanina e quindi già protetta delle radiazioni solari, si scotta raramente. usare comunque cosmeceutici con filtri UVB responsabili degli eritemi
tipo 6 – pelle nera ricca di melanociti, raramente si ustiona.
FOTO-AGING
A prescindere dalle mode, si può affermare che il sole fa bene ma anche male
quando è OK: consente la visione, sintetizza la vitamina D, uccide i germi patogeni, riscalda, tonifica, favorisce la cura di certe malattie.
quando è KO: provoca eritemi, può stimolare e determinare stati cancerosi, provoca la fotosensibilizzazione, altera l’elasticità della pelle facendola invecchiare facilmente, uccide alcuni microrganismi utili.
Tutti i rischi da carenza di vitamina D: una carenza di vitamina D mette a ricshio tutto nil mnostro organismo. nel dettaglio, tra le conseguenze più note di una bassa assunzione di questa vitamina troviamo:
1- patologie ossee. nei bamnbini una delle consefuenze più gravi e noste della sua carenza è rappresentata dal rachitismo. ecco perchè è fondamentale che le dfonne durante la gravidanza e l’aallattamento presentibo libvelli adeguati di vit D. negli adulti la carenza ouà portarew a deformazione delle ossa, inarcamenti anomali a livelli degli arti inferiori e della colonna vertebrale
2- malattie autoimmuni. alcuni esempi sono l’artirte reumatoide, il lupus e diabete di tipo 1
3- patologie cognitive. uno studio condottio recentemente in Scozia ha messo in correlazione la carenza di vit D all’aumentoi del rischio di ammalarsi di Alzheimer, con apritoclare riferimento alle popolazioni che vivono in arree poco soleggiate.
4- patologie cardiache. seconfo iuno studio pubblicato sulla rivista “medicine” da un gruppo di ricercatori del centro cardiologivo monzino di Milano, una carenza di vit D peggiorerebbe esiti me conseguenze diew problemi cardiaci in particolare ell’infarto. gli esperti hano scoperto che l’80% dei pazienti analizzati in seguito ad infarto mostravano un deficit parzxiale o totale di vit D
5- depressione. nei paesi nordici dove l’esposizione al sole è scarsa per i diversi mesi durante l’anno sono stati rilevati numerosi casi di depressione, alcuni particolarmente gravi e legati al rischio di suicidio si ipotizza che simili condizioni possano essere legate anche ad una carenza di vitamina D e ad una sua funzione di stimolo per la produzione di serotonina, l’ormone della fertilità.

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